dicembre 2010 - NonCeLaFaccioPiù

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Buone Feste

24 dicembre 2010 Commenti chiusi

Per un momento vorrei distogliere l’attenzione da questa crisi che stiamo vivendo, che riguarda quasi tutti i versanti della nostra vita, per augurare a tutti voi un buon Natale ed un felice anno nuovo. Con la speranza che sia migliore di quello vecchio!

Tanti auguri!

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Il bimbo fà i capricci

22 dicembre 2010 Commenti chiusi

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Cosa succede se togliete il giocattolino ad un bambino?! Semplice, comincerà a fare i capricci e a minacciare di non esservi più amico. Beh qui la cosa è analoga, solo che il bambino ha più di 70 anni, il giocattolino in questione è il “legittimo impedimento”, ma i capricci in questione sono gli stessi che farebbe il suddetto bimbetto sentendosi offeso: “Se il legittimo impedimento sarà bocciato io continuerò a governare, scenderò in piazza, andrò nelle tv mi difenderò e farò vergognare i giudici”.

Come avrete certamente intuito queste sono le parole del nostro amato premier Silviolo Berlusconi che, rivolgendosi alla Corte Costituzionale, lancia un monito ai pm di sinistra. Capito brutti cattivoni?! Poi, mi chiedo, perchè mai non dovreste far passare un decreto talmente incostituzionale?! Del resto, come diceva Orwell ne “La fattoria degli animali”, tutti gli uomini sono stati creati uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri, in questo caso, di fronte alla legge! C’è però da sottolineare che, nel libro, gli animali “più uguali” erano i maiali!

Seguono altre farneticazioni sul cambiamento del nome del suo partito, che non si chiamerà più Pdl, e su chi sarà alla sua guida, forse una donna (che sia Ruby o Noemi Letizia?!). Cose di relativa importanza…

Poi torna ai giudici e aggiunge: “Nel nostro Paese la sovranità non appartiene al popolo, come dice la Costituzione (lui che parla di Costituzione è veramente il massimo!), ma ai pm della sinistra. Se oggi il Parlamento approva una legge che viene firmata dal capo dello Stato, ma questa non piace ai giudici di sinistra, loro la impugnano e la portano davanti alla Consulta, dove la maggioranza è fatta da magistrati di sinistra nominati dai precedenti Capi dello Stato (Balle! Vedi Travaglio!). Quindi, la Consulta abroga una legge voluta dal Parlamento che rappresenta la sovranità popolare (Non con questa legge elettorale!)”.

“Le intercettazioni sono una patologia” perché i cittadini non possono essere sicuri di parlare tranquillamente al telefono, “questo è qualcosa che vogliamo cambiare con la riforma della giustizia”. Sinceramente io non ho nulla da nascondere, non ho conti all’estero, complessi residenziali ad Antigua, contatti con la mafia ed affini. Sono disposto a pagare i miei 3 euro l’anno, provenienti dalle mie tasse, per ascoltare quello che si dicono due delinquenti al telefono e fare in modo che vengano assicurati alla giustizia. Grazie alle intercettazioni sono stati arrestati boss mafiosi, narcotrafficanti, delinquenti di ogni sorta e adesso facciamo una legge per bandirle?! Booh…

Se ne è uscito, poi, con una frase che mi ha fatto sorridere: “Io voglio continuare a governare, lascerò quando gli italiani chiederanno di sostituirmi”. Ma è un secolo che te lo chiedo Silviolo!!! Booh!!!

I commenti sugli studenti e sulla riforma Gelmini ve li risparmio, ma quello che vi chiedo è: ma questo è il vostro Presidente del Consiglio?! Di certo non il mio!! Non ce la faccio più…

URL Foto: Marisamoles.files.wordpress.com

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Wikileaks, il nucleare e ciò che in Italia non raccontano

22 dicembre 2010 Commenti chiusi

Cito direttamente l’articolo:

Fonte: NuovaSocietà.it

di Chiara Pracchi

Il 21 marzo del 1998 la Guardia di Finanza certificava l’interesse delle mafie italiane sul traffico di scorie nucleari, sequestrando una barra d’uranio di 250 grammi, del valore di 22 miliardi di vecchie lire. Dodici anni dopo, i documenti messi in rete da Wikileaks ci dicono molte cose su quello e su molti altri traffici che ruotano intorno alle scorie radioattive, ma la stampa italiana, distratta dalle beghe nazionali o dichiaratamente impegnata a fare campagna in favore del nucleare, si dimentica di riportali. Solo il quotidiano on line Green Report ha mantenuto alta l’attenzione su questo argomento.

La barra d’uranio sequestrata a Roma proveniva da una centrale

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atomica costruita nel 1959 a Kinshasa, in Congo, e non più in funzione dal 1972. Secondo un dispaccio inviato dall’ambasciata statunitense nella Repubblica democratica del Congo, l’impianto ospiterebbe ancora nel 2006 10 kg di uranio non arricchito, 5 di uranio arricchito al 20% (lo stesso che non si vuole far produrre all’Iran) e 23 kg di scorie atomiche stoccate in 138 barre. “Originalmente c’erano 140 barre – prosegue il dispaccio – Però due sono state rubate nel 1998. Le autorità italiane ne recuperarono una nelle mani della mafia a Roma, che sembra intendesse venderla a compratori mediorientali non identificati. L’altra non è stata trovata”.

C’è di peggio. Anni dopo il furto, il rapporto statunitense constata le condizioni in cui ancora viene conservato il materiale radioattivo: “protetto da un muretto alto 2 metri, senza nemmeno del filo spinato in cima, e in parte crollato, l’impianto è praticamente al buio e non esistono telecamere di sorveglianza, allarmi od ostacoli di nessun tipo per entrare nel recinto”. A guardia del sito solo poche guardie sottopagate, in uno dei paesi con il più alto tasso di corruzione al mondo.

I rapporti di Wikileaks, però, non si limitano a denunciare i traffici o lo stato di abbandono in cui versano gli impianti, bensì illuminano alcune delle ragioni che da anni mantengono alta la guerriglia in Congo, come le esportazioni di uranio sottobanco. Come accade, per esempio, con la Malta Forrest Company, compagnia belga presente sul territorio congolese dal 1915, che “si limita” ad esportare rocce grezze. Fa niente se sono ricche di uranio, rame e cobalto che verranno estratti altrove. L’escamotage permette alla società di non dichiarare l’esportazione di uranio e di eludere tutti i controlli, compresa la rilevazione della radioattività nelle miniere. Così i dispacci statunitensi registrano la contaminazione del Katanga, dove i livelli radioattività superano di 179 volte il livello di esposizione accettabile per un uomo. Ma queste sono tutte cose che in Italia è meglio non far sapere. Perché l’energia atomica è bella. Perché l’energia atomica è pulita.

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Non credo ci sia bisogno di aggiungere dell’altro, soprattutto in questo clima che sembra ci voglia riportare ad un ritorno al nucleare, beh ecco che ci aspetta. E in tv continuano a fare campagne pro nucleare (pagate da noi!), boh…

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, beh c’è da dire che, in questo periodo, Silviolo e le sue malefatte mi hanno tenuto veramente occupato, mi sono concentrato di più su di lui, sui processi, sul bunga bunga, sulla fiducia… Certo, poi però vedo sparate di questo genere ed è normale che mi venga voglia di commentare. Ci tengo a ricordare che questo tizio, il professor Umberto Veronesi, dice di essere un oncologo ed è anche Presidente dell’Agenzia sulla sicurezza nucleare. Ogni tanto ci delizia con stronzate del tipo: “le scorie nucleari non sono pericolose!”. Ovviamente sono vaneggiamenti di un pazzo, ma questa volta credo si sia superato.

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Cazzata N°1:

Dice per esempio che potrebbe dormire avendo in camera da letto scorie nucleari, secondo lui:

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“non esce neanche la minima quantità di radiazioni” (AGI, La Repubblica, 30 novembre). Da non credere!! Andrebbe denunciato per falso ideologico!! E ovviamente non dovrebbe mai più mettere piede in un reparto di oncologia!!

Da Greenpeace:

Anche a beneficio del prof. Veronesi, diamo qualche dato. A seconda del tipo di contenitore, la radioattività delle scorie vetrificate a un metro di distanza è di 40, 100 o 200 microSievert all’ora (World Nuclear Transport Institute, luglio 2006). Supponendo che il professor Veronesi dorma 6 ore a notte (è un tipo iperattivo, pare…), ci passerebbe 2.190 ore all’anno, assumendo quindi da 87 a 438 milliSievert (mSv) all’anno (radiazioni gamma e neutroni). La dose massima consentita per un individuo della popolazione è di 1 mSv all’anno. I lavoratori addetti sono, invece, autorizzati a prenderne 20 all’anno. Altro che sonni tranquilli: Veronesi si beccherebbe una dose di radioattività che, grosso modo, è da 80 a 430 volte oltre quella consentita.

Se invece il professore preferisse tenere in camera da letto materiali nucleari non irraggiati, allora se la passerebbe molto meglio: in questo caso, infatti, si beccherebbe da 1 a 6 microSv all’ora con una dose annuale tra 2 e 12 mSv: dal doppio a 12 volte la dose massima.

Quali le conseguenze? Se, per assurdo, tutti i cittadini italiani seguissero il prof. Veronesi nell’esperimento in questione, avremmo oltre 250 mila casi di tumore fatali all’anno (le stime si riferiscono al tasso di esposizione di cui sopra: non sono di Greenpeace ma dell’ICRP la Commissione Internazionale per la protezione dalla radiazioni). Dubitiamo che basti il Prof. Veronesi a curarli tutti, e sarebbe meglio se il Prof. si facesse almeno un corso rapido sul tema per evitare di dire castronerie del genere.

Cazzata N° 2:

Il problema del deposito delle scorie. Secondo V. questo problema non esiste perché le potremo mandare tranquillamente in Spagna dove “c’è una vera e propria gara” dei comuni per accaparrarsi il deposito temporaneo per le scorie nucleari. Il problema è che, di questi “comuni nucleari”, solo 8 hanno dichiarato la loro disponibilità a ospitare le scorie e, tra l’altro, i parlamenti regionali si stanno opponendo con forza.

Cazzata N°3:

In Svizzera è in programma la costruzione di tre nuove centrali nucleari.

Di sicuro ce ne sono tre che devono chiudere e le aziende elettriche le vorrebbero sostituire. La Camera dei Cantoni su iniziativa del Cantone di Basilea, quello più fortemente antinucleare, ha deciso di continuare la procedura decisionale sulle tre centrali che avrà termine con un referendum nel 2013. In Svizzera i referendum hanno un valore (non come da noi!): di recente ce ne sono stati due (a carattere locale) che hanno sancito la fuoriuscita dal nucleare di Berna e St Gallen, che si aggiungono alle decisioni antinucleari già prese dalle città di Zurigo, Basilea e Ginevra.

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E questo tizio è quello che dovrebbe vigilare sulla sicurezza delle nostre centrali? A me sembra che stia solamente promuovendo, con delle vere e proprie balle, questa tecnologia che, non mi stancherò mai di dire, è obsoleta e pericolosa!!

URL Foto: Greenpeace.it

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Caso Favata: Chiesta l’archiviazione per B.

17 dicembre 2010 Commenti chiusi

Il Cavaliere, nonostante le smentite, è stato indagato con l’accusa di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d’ufficio nel caso Favata. La procura di Milano ne ha chiesto oggi (sarebbe meglio dire ieri visto che sono le 2 di notte!) l’archiviazione, in quanto non ritiene di aver raccolto elementi sufficienti per chiederne il processo (come se fosse possibile processarlo per qualcosa!!).

Se ora la richiesta d’archiviazione sarà accolta dal GIP, Silvio Berlusconi uscirà definitivamente da questa vicenda. Poverino, ha già tanti altri processi a cui pensare e da cui cercare di scappar via, gli ci mancava pure questo!

Ma esponiamo bene i fatti:

Il 24 dicembre 2005, un certo Roberto Raffaelli, patron dell’azienda di intercettazioni RCS , avrebbe deciso di fare un regalo di Natale anticipato ai fratelli Berlusconi. Egli era in possesso di una registrazione di una telefonata tra il DS Piero Fassino e il presidente dell’Unipol Giovanni Consorte. Registrazione che faceva parte delle famose intercettazioni sulle scalate bancarie del 2005, in cui Fassino pronunciava la famosa frase: “e allora siamo padroni di una banca?”. Il giorno successivo “il Giornale”, quotidiano di famiglia, pubblica tutto e lo scandalo si trasforma in un toccasana per la campagna elettorale di B. del 2006.

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Ma perchè mai tale Raffaelli si sarebbe dovuto disturbare così tanto per i B.Brothers?! Beh pare che a quel tempo fosse noto che RCS si stava interessando al mercato rumeno e cercava l’appoggio, per così dire, della presidenza del Consiglio. Un certo Fabrizio Favata, un imprenditore pregiudicato, amico e socio di Paolo Berlusconi, mediava i rapporti “di amicizia” tra l’azienda e il premier. Sono note agli inquirenti somme di denaro versate da RCS a Paolo B., probabilmente per “ungere le ruote del carro” in vista di un’importante commessa di lavoro in Romania.

Per ulteriori chiarimenti questi sono i link ai video de il Fatto Quotidiano/CurrentTv in cui viene spiegata per bene la vicenda arricchita da un’intervista fatta da Peter Gomez all’imprenditore Favata:

Il caso Favata – Parte prima

Il caso Favata – Parte seconda

Purtroppo per il premier, non tutta la famiglia Berlusconi la passerà liscia questa volta, infatti il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio di Paolo, Raffaelli e Favata che, secondo la procura, avrebbero trafugato la “famosa” telefonata. Adesso non ci resta che aspettare  e vedere chi, secondo il GIP, dovrà andare sotto processo.

URL Foto: SottoOsservazione.wordpress.com

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