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Elezioni 2013 – Dati Reali 18:30

25 febbraio 2013 Commenti chiusi


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C’è crisi… Sì, ma non per i giornali!

23 luglio 2012 Commenti chiusi

Aziende che chiudono, persone messe in mezzo ad una strada senza lavoro, messe in condizioni di non poter arrivare a fine mese, tasse e benzina alle stelle… C’è crisi, si sa!! Ci hanno inculcato a forza l’idea che i soldi non ci sono, che bisogna tirare la cinghia… La verità però è che i soldi non mancano, dipende sempre da come vengono utilizzati, e da chi. Per i giornali, per esempio, i finanziamenti pubblici ci sono sempre.

Qualche giorno fa il governo Monti ha deliberato all’editoria 120 milioni di euro

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con una maggioranza che ha dell’incredibile: 454 sì, 22 no e 15 astenuti (L’Idv e’ stato l’unico partito a votare contro). Arriveranno anche i finanziamenti ai “giornali digitali”, a patto che la testata in questione sia accessibile online, anche a titolo non oneroso, e che garantisca un’informazione quotidiana auto prodotta di almeno dieci articoli. Per testate in formato digitale si intendono quelle migrate a un sistema digitale di gestione di contenuti unico, dotate di un sistema di gestione di spazi pubblicitari digitali e di un sistema che consenta l’inserimento di commenti da parte del pubblico che preveda registrazione e moderazione. Per maggiori informazioni ecco il disegno di legge in questione.

La realtà dei fatti è che in sostanza dovremo ancora continuare a subire e a pagare con le nostre tasse i soliti giornalai che, pur di assicurarsi i favori dei partiti, faranno da megafono al politico/padrone di turno. Però potremo consolarci sapendo che, anche quest’anno, Il Foglio di Giuliano Ferrara (che ha ricevuto la bellezza di 2.985.120,88 di euro, per l’anno 2010, di finanziamenti a suo favore) e L’Unità (che ne ha ricevuti 5.267.860,38, sempre per l’anno 2010) sono salvi.

Grazie governo Monti!!

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L’Uomo dell’anno secondo Wired

1 dicembre 2011 Commenti chiusi

Dopo aver permesso che incompetenti e personaggi indagati per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione giurassero per la carica di ministri della Repubblica Italiana; dopo aver firmato leggi su leggi ad-personam, probabilmente anche senza leggerle, così, come fossero cambiali; dopo aver fatto finta di niente sul conflitto di interessi, sugli scandali e sulle

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figuracce stratosferiche che qualcuno ci ha fatto fare a livello mondiale rovinando l’immagine dell’Italia; dopo aver fatto finta di avere delle fette di prosciutto sugli occhi ai tempi del mercato dei parlamentari venduti; dopo non aver posto fine definitivamente ad un governo agonizzante e deleterio che si reggeva solo grazie ad una maggioranza tirata per i capelli, permettendo così il quasi-fallimento del Paese; dopo aver autorizzato, senza dire una parola, il golpe delle banche è con immenso piacere che vi presento “L’Uomo dell’anno” secondo Wired!

La motivazione?! “Per aver dimostrato negli ultimi dodici mesi una sorprendente velocità nel rimanere collegato alla realtà, in una parola, wired!”

Mah… Se lo dite voi!!

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Date i libri a questa gente e forse scriveranno qualcosa di sensato

1 dicembre 2011 Commenti chiusi

Più di una volta su questo blog me la sono presa con Libero e con alcuni dei suoi articoli. Fondamentalmente il motivo era sempre uno: offendevano l’intelligenza di chi li leggeva. Non posso credere che a qualcuno che paga € 1,20 per un quotidiano interessino le occhiatine di B. al sedere del Premier danese o le sue presunte abilità a letto, piuttosto che le notizie vere (Beh sì certo direte voi, se a questo ipotetico qualcuno interessassero le notizie vere non comprerebbe di certo Libero!).

Il problema però sopraggiunge quando, da una mera presa in giro dell’intelletto, si passa a formulare un vero e proprio articolo sessista ed offensivo scritto, a quanto dice l’autore stesso, da uno xenofobo convinto. Il succo del discorso è riassunto benissimo nel titolo e sarebbe questo: le donne, invece di studiare, dovrebbero rimanere a casa e ovviare alla scarsa proliferazione dell’italica stirpe.

Caro sig. Langone se vuole glielo spiego io perché gli italiani sembra che non vogliano più fare i genitori. Il fatto è che viviamo in un paese dove tutto è incerto. Se vuoi un lavoro e sei fortunato ti devi accontentare di un contratto ogni tre mesi e € 1000 di stipendio. Se hai una famiglia ed un solo figlio, tra bollette, mutuo, rata della macchina, spese varie e cibo, già è tanto che arrivi alla fine del mese. La gente non ce la fa più a vivere in un Paese dilaniato dall’incompetenza dei suoi ex-governanti e, in un clima del genere, non credo che venga poi così tanta voglia di mettere al mondo un bambino. Non puoi fare questo a tuo figlio, non puoi farlo crescere quando non si hanno fondamenta stabili. Se non puoi dargli aspettative e speranze che lo fai a fare un figlio?!

Ma lasciando stare la bassezza culturale di questo individuo e la facilità con cui si nasconde dietro a statistiche e dati demografici mi chiedo, alla luce del fatto che Libero, come la maggior parte dei quotidiani italiani, prende finanziamenti pubblici, perché devo essere io a continuare a pagare lo stipendio a gente come lui!

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Libero: tra gli sguardi e le prime volte di B.

27 ottobre 2011 Commenti chiusi

Che Libero fosse un giornale “leggermente” di parte lo si sapeva. Basta comprarlo periodicamente per rendersi conto che non perde occasione di cantare le lodi del proprio signore e padrone, di sottolineare le Sue capacità di governante e, perché no, anche di donnaiolo. Per esempio, ieri ha trasformato le occhiate da galletto settantacinquenne del Premier, mentre sbavava dietro il fondoschiena della danese Helle Thorning-Schmidt, in sguardi galanti di ammirazione. Oggi, in merito al nuovo libro di Bruno Vespa, leggo invece che il Cav è stato il più precoce di tutti per quanto riguarda le esperienze sessuali, ben 14 anni, mentre il povero D’Alema a quell’età andava ancora in bianco, poverino!

Mah, forse pensano che la competenza e le abilità a letto siano fattori che i cittadini prendono seriamente in considerazione per la scelta del proprio candidato in occasione delle elezioni, o semplicemente ci prendono tutti per scemi! In ogni caso rimango dell’idea che Libero, grazie a questo genere di articoli, si stia trasformando sempre di più in un giornale spazzatura che non vale neanche la carta su cui è stampato.

Fonte foto: Non leggere questo Blog!

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