Innovazioni Archivi - NonCeLaFaccioPiù

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Quando si parla di terzo mondo

13 ottobre 2011 Commenti chiusi

Pensate in Kenya si è appena concluso il primo forum internazionale su Internet svolto in un paese sub sahariano. Sono intervenuti uomini d’affari ed esponenti politici di tutto il mondo, soprattutto africani, e si è discusso di tematiche di cui la maggior parte dei politici italiani non conoscono nemmeno l’esistenza a causa della loro arretratezza mentale nel campo dell’innovazione tecnologica.

Si è dibattuto sui benefici della banda larga, sui costi, sull’open source e sul fatto che ormai Internet è da considerarsi come uno dei diritti umani. L’accesso alla rete è particolarmente importante in quanto propulsore della democrazia, soprattutto durante i periodi di instabilità politica. Samuel Poghisio, ministro per l’Informazione e le Comunicazioni del Kenya, ha enfatizzato l’impegno del governo a garantire l’accesso a Internet per una società più aperta e trasparente e ha presentato un piano per il 2030 in cui è previsto uno sviluppo basato su un’informazione completa grazie al Web, e un’economia dove Internet favorisce lo spirito aziendale e l’innovazione.

Noi qui, invece, abbiamo Gasparri, ex ministro delle Comunicazioni, che definisce Internet come uno strumento micidiale, e la Santanchè che se ne va in giro per le trasmissioni televisive ad urlare: “La banda larga l’abbiamo fatta noi!!”.

In India il governo incentiva l’apprendimento e l’innovazione nelle scuole distribuendo gratuitamente agli studenti un tablet basato su Android, perché riconosciuto come strumento utile alla formazione. Nei negozi è possibile persino acquistarlo ad un prezzo irrisorio, intorno ai 45 euro.

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Noi qui, invece, abbiamo la Gelmini, ministro dell’Istruzione, che preferisce tagliare i fondi alle scuole pubbliche per favorire quelle private. E poi ci lamentiamo che gli extracomunitari ci rubano il lavoro!

La mia domanda è: “Dei tre qual’è veramente il paese del terzo mondo?!”

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Chi è l’Italia peggiore?!

15 giugno 2011 Commenti chiusi

Lo spettacolo messo in scena ieri dal ministro Brunetta quando, al convegno sull’Innovazione, di fronte ad una ragazza che aveva intenzione di porre, con educazione, una domanda, ha evitato di rispondere, si è allontanato ed ha commentato dicendo “voi siete l’Italia peggiore” è stato a dir poco riprovevole. Dimostra non solo che il ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione è un prepotente maleducato, ma che è anche una persona del tutto inadeguata a ricoprire il ruolo di cui è stato investito.

Il ministro dovrebbe ricordare, prima di tutto, che ricopre un posto di pubblico impiegato e che il suo lauto compenso è garantito dagli onesti cittadini che pagano le tasse e che egli puntualmente insulta . In secondo luogo è bene che si ricordi che, durante il periodo in cui è stato in carica, egli non è stato in grado d’introdurre nessun cambiamento di rilievo in favore dei cittadini. Non solo, l’Italia risulta essere ancora agli ultimi posti per l’accesso digitale agli uffici pubblici. Quindi, alla luce di ciò, chi è peggio di chi?!

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URL Foto: IlSecoloXIX.it

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Politica dal basso

30 ottobre 2010 Commenti chiusi

Oggi se si vuole sentir parlare di innovazione bisogna guardare all’estero. Questa mattina ho letto un articolo interessante sul Fatto Quotidiano in cui si spiegava che, in Germania, è nata una piattaforma online mediante la quale ogni membro tesserato di un partito può influire sulle sue decisioni. Il Partito Pirata tedesco

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infatti ha creato LiquidFeedback, la piattaforma online che consente ai suoi membri di prendere parte alle discussioni, di intervenire, di revocare la fiducia ed espellere chi crede nell’eternità della poltrona. Nei tempi in cui il rispetto del mandato elettorale è soltanto un inutile orpello, sono in atto efficaci tentativi di politica cooperativa per riportare al centro il singolo elettore.

Al di là delle numerose problematiche che comporta, sull’equilibrio tra privacy e garanzia di trasparenza, l’utilizzo di questo sistema è, senza dubbio, un’innovazione che, come viene suggerito da alcuni commenti all’articolo, deve essere adottato anche in Italia. LiquidFeedback, infatti, è stato creato affinché tutti godano degli stessi diritti e fornisce una reale possibilità di controllo sui delegati, cosa che, nel nostro paese, non è ancora possibile.

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Electric Race

8 ottobre 2010 Commenti chiusi

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Probabilmente molti di voi se lo ricorderanno con il nome di “Ritorno al futuro”, è un film uscito negli anni ottanta, con Michael J. Fox, destinato a diventare il miglior film sui viaggi nel tempo di tutti… i tempi. Parla di un ragazzo che, grazie a una DeLorean DMC-12 trasformata in una macchina del tempo da uno scienziato, viaggia tra passato, presente e futuro.

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Voi direte “…e allora?!” Beh oggi, leggendo Wired, sono venuto a conoscenza che, per il venticinquesimo anniversario dell’uscita del film, alcuni mattacchioni hanno deciso di prendere una DeLorean DMC-12, convertirla in un’auto elettrica e, senza percorrere neanche un chilometro di autostrada, partire da Milano per arrivare a Roma in tempo per il Festival Internazionale del Film. Il motivo? Diffondere l’auto ecologica e la filosofia dell’impatto zero anche nel belpaese.

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Inutile che vi dica che le difficoltà che incontreranno durante quest’impresa saranno innumerevoli. A partire dal fatto che non esiste nessun precedente di conversione in auto elettrica di una DeLorean DMC-12; che le auto elettriche “fai-da-te”, in Italia, non si possono omologare; che le batterie dovranno farsele mandare dalla Corea del Sud e che, tra Milano e Roma, non ci sono abbastanza punti di ricarica per fare rifornimento, a parte quelli installati apposta da Enel per l’occasione. A parte questo, il progetto di costruire questo prototipo promette bene e ci proietta, lasciatemelo dire, in un futuro dove un’auto, prima a benzina, potrà essere tranquillamente convertita in auto elettrica e sfrecciare da 0 a 100 Km/h in circa 4 secondi, senza emettere nemmeno un microgrammo di CO2.

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Ecco le tappe del viaggio: la partenza è prevista per il 25 ottobre da Milano, si passa per Piacenza e Reggio Emilia, per arrivare a Bologna entro sera. Il secondo giorno si parte alla volta di Firenze e quello seguente sarà il turno di Pisa. Il 28 ottobre è previsto l’arrivo a Roma.

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il Team:

Roberto Vezzi: il pilota

Matteo Bordone: il navigatore

Mirco Sanguin: il meccanico

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Se siete interessati, sul sito ElectricRace.it, potrete seguire tutti gli sviluppi dell’impresa, vedere il team a lavoro e soddisfare le vostre curiosità.

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Energia eolica in Europa

8 ottobre 2010 Commenti chiusi

Come sempre, questa mattina, stavo vagando alla cieca sulla rete, quando mi imbatto, per caso, in un termine che sinceramente non avevo mai sentito: Eolico offshore. Comincio ad informarmi e scopro un sacco di cose sull’energia eolica che non sapevo!

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Innanzitutto definiamo il termine “energia eolica”: è una forma di energia rinnovabile ottenuta dalla conversione dell’energia cinetica del vento tramite lo sfruttamento di torri a pale mobili. Un principio ben noto a tutti, anche nei secoli scorsi, quando trovava applicazione nei mulini a vento, diffusissimi in tutta l’Europa. A differenza di quanto accadeva nel mulino, oggi l’energia accumulata, viene convertita in energia elettrica attraverso una centrale eolica. Lo sfruttamento di questi impianti possiede dei lati positivi e dei lati negativi:

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PRO: L’installazione di una centrale eolica è meno costosa rispetto a quella per la produzione di altre energie rinnovabili: gli impianti eolici sono molto efficienti (soprattutto se di grandi dimensioni), garantiscono un ottimo risparmio e non inquinano. Il fatto interessante è che la produzione di energia eolica può essere effettuata anche su scala domestica, grazie al minieolico e al microeolico, realizzabili installando impianti di potenza inferiore a 200 kW e 20 kW, anche se in questo caso i costi sono più elevati data l’assenza di un mercato di massa.

Lo sfruttamento dell’energia eolica genera anche posti di lavoro: secondo alcune stime, rese note dall’EWEA (European Wind Energy Association), ben 250.000 nuovi posti di lavoro saranno creati dall’eolico in Europa da qui al 2020.

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CONTRO: I problemi dello sfruttamento dell’energia eolica riguardano soprattutto l’impatto paesagistico. Molti paesi hanno disincentivato, fino a questo momento, l’utilizzo delle centrali eoliche proprio perché ritenute esteticamente inaccettabili. Inoltre, l’energia eolica può essere prodotta solo a intermittenza e in quantità relativamente ridotte, per questo motivo non può costituire un valido sostituto ad altre fonti di energia, ma solo integrarsi con quelle già esistenti.

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Per ovviare a questi problemi molti paesi stanno adottando l’eolico offshore, che consiste nell’installare gli impianti di produzione di energia eolica al largo delle coste di mari e laghi. Anzi, secondo l’EWEA, si può parlare di un vero e proprio boom dell’eolico offshore in Europa.

Ecco i dati resi noti:

  • nei primi sei mesi del 2010 sono state collegate alla rete elettrica ben 118 turbine eoliche offshore, per un totale di 333MW di potenza.
  • 263 nuove turbine sono state installate e di queste 151 sono prossime al collegamento in rete (totale 440MW di potenza).
  • 16 nuovi parchi eolici offshore erano in costruzione nel primo semestre 2010: di questi quattro sono diventati operativi, due in Gran Bretagna, uno in Germania e uno in Danimarca.
  • al 30 Giugno 2010, la capacità totale dell’eolico offshore in Europa è arrivata a 2.400MW.

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Circa tre settimane fa, in Inghilterra, è stato inaugurato il più grande parco eolico offshore a livello mondiale. La centrale eolica di Thanet, 35 miglia al largo delle coste del Kent, conta 100 turbine che genereranno l’energia elettrica necessaria per alimentare ben 200.000 abitazioni. Il parco ha una potenza di 300 MW, una capacità che vale alla Gran Bretagna un duplice primato: da un lato diventa leader mondiale in termini di energia elettrica prodotta da impianti offshore, producendo più del resto del mondo messo assieme, dall’altro raggiunge la Germania nella graduatoria europea di energia generata da fonti rinnovabili, arrivando ai 5 GW di potenza complessiva.

Il parco eolico offshore di Thaner tuttavia non manterrà a lungo il primato di impianto offshore più grande a livello mondiale: sono in costruzione – sempre in Gran Bretagna – due parchi eolici offshore da 500 MW e 1 GW, impianti che rafforzeranno il primato mondiale della Gran Bretagna in questo segmento.

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L’Inghilterra ribadisce la sua vocazione insulare anche nella politica di sviluppo di fonti rinnovabili e si presenta lanciatissima verso il raggiungimento dell’obiettivo di ottenere il 15% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020. E da noi si parla ancora di nucleare e di centrali a carbone… mah… io non ce la faccio più

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Fonti:

TuttoGreen.it
Boom in Europa

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