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Estintore e passamontagna

21 luglio 2012

Genova, piazza Alimonda, sono le ore 17.20 del 20/07/2001. Durante una delle cariche effettuate nelle strade dalle forze dell’ordine, un gruppo di manifestanti reagisce, inverte la direzione di fuga e corre a viso aperto verso lo schieramento di uomini in divisa. Due jeep dei carabinieri, a questo punto, si muovono per abbandonare la piazza. La prima scende per la strada contigua e si ferma ad alcune decine di metri, nel punto dove stazionano in massa altri reparti di forze dell’ordine, con uomini e blindati.

La seconda jeep urta contro un cassonetto rovesciato e si arresta. Il mezzo viene allora circondato da un gruppo di manifestanti. Il finestrino posteriore non esiste più. Un carabiniere sul retro punta la pistola fuori dal finestrino posteriore. Un ragazzo con la felpa lo vede, Carlo Giuliani (in canottiera e passamontagna), forse non si accorge dell’arma perché sta guardando a terra, dove probabilmente vede l’estintore che sta per raccogliere. Carlo Giuliani ha ora l’estintore in mano, di fronte alla faccia del carabiniere, lo solleva e parte il colpo che lo uccide. Sono le 17.27.

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Al di là delle motivazioni, più o meno plausibili, che hanno provocato la protesta, la manifestazione e i disordini del tristemente noto

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G8 di Genova, al di là delle inchieste giudiziarie, dei processi e delle sentenze, non mi sento di mettermi dalla parte di chi fa di Giuliani una vittima innocente delle forze dell’ordine. Ci sono, a mio avviso, molti altri casi in cui ragazzi innocenti hanno subito inermi l’immotivata brutalità delle forze di polizia (vedi Cucchi, Sandri, Aldrovandi, ecc…). Con questo non voglio legittimare le azioni dell’ex-carabiniere Placanica e dire che abbia fatto bene a sparare, ma, d’altro canto, non si può fare di Giuliani un martire e men che meno speculare sulla sua morte in occasione del suo anniversario.

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Ditemi che sono all’antica ma, secondo il mio modesto parere, le manifestazioni non si fanno con estintore e passamontagna.

    1. zyon
      21 luglio 2012 a 13:05 | #1

      No, tranquillo non sei all’antica, il tuo post è semplicemente il prodotto di quella retorica tipica italiana di chi si lamenta standosene in poltrona a commentare le manifestazioni.
      Prima di SCRIVERE di Genova ti consiglio di LEGGERE il libro “L’Eclisse della democrazia”.

    2. 21 luglio 2012 a 14:26 | #2

      @zyon
      Lamentarmi?! Il diritto di lamentarsi ce l’hanno solo i negozianti di Genova che il giorno dopo gli scontri si sono ritrovati a raccogliere i cocci delle vetrine. Quelle stesse vetrine acquistate dopo anni di sacrifici e spaccate da imbecilli senza rispetto. Io ho semplicemente detto la mia ed aggiungo anche che una protesta pacifica può sì degenerare e provocare scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, ma se te ti porti un passamontagna da casa, scusami, ma sei in malafede!! Te lo dico dalla mia umile poltrona…
      Ah! Grazie per il consiglio, lo leggerò…

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