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Elogi e tagli alla sicurezza

17 ottobre 2011 Commenti chiusi

Secondo il Ministro Maroni le forze dell’ordine sono state capaci, competenti e sopratutto previdenti durante gli scontri nella Capitale. Infatti afferma che “solo grazie a un’equilibrata gestione dell’ordine pubblico si è evitato che ci scappasse il morto”. Purtroppo questo non è vero, in quanto è stata proprio l’incapacità di gestione della situazione e la serie di errori sul campo che hanno permesso a quei teppisti di fare quello che hanno fatto.

Quando il gruppo di delinquenti ha raggiunto piazza San Giovanni, dopo aver dato alle fiamme due automobili senza che nessuno intervenisse, erano già chiare le loro intenzioni, ed era abbastanza intuibile il modo in cui sarebbe degenerata la cosa. Nonostante questo i mezzi di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza

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hanno comunque impiegato diverso tempo prima di arrivare in aiuto dei colleghi.

Sentendo le parole di Maroni ne deduco che o si vuole negare l’evidenza o non si vuole ammettere che qualcuno ha palesemente sbagliato. Inoltre non è proprio questo governo che sta discutendo in questo periodo del ddl stabilità che prevede un taglio complessivo di 60 milioni di euro tra il 2012 e il 2013 tra CarabinieriPolizia e Guardia di Finanza?!

Da una parte si parla tanto di sicurezza, si elogiano le forze dell’ordine per il buon lavoro svolto e dall’altra si tagliano i fondi. Intanto però i cittadini pagano i danni e qualcuno ci rimette pure la macchina…

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Parole che lasciano il Tempo che trovano…

5 ottobre 2011 1 commento

Wikipedia

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è uno dei più potenti strumenti del web, è una risorsa per gli utenti della rete gestita dagli utenti della rete. Una fonte di conoscenza in continuo mutamento da cui si può attingere gratuitamente. Inoltre chiunque può contribuire allo sviluppo creando così una sorta di aggiornamento continuo del sapere.

Niente a che vedere con le vecchie ed obsolete enciclopedie che qualche incaricato vendeva, fino a qualche anno fa, porta a porta. Non c’è paragone! Nel momento stesso in cui la acquistavi già eri consapevole del fatto che era vecchia e superata. Da questo si può riuscire a capire quanto sia grande l’innovazione portata da Wikipedia.

Purtroppo ieri il sito ha deciso di chiudere, speriamo temporaneamente, per protesta contro il ddl intercettazioni. Sì perché, a causa del famoso comma 29, diventerebbe il bersaglio di una marea di rettifiche che, chiunque si sia sentito offeso dalle pagine, potrebbe inviare al sito, costringendo gli amministratori ad apportare un numero altrettanto grande di correzioni. Questo, in pratica, si tradurrebbe nello smantellamento e nella chiusura dell’enciclopedia online.

Ma, mentre come me c’è chi reputa questo fatto un vero e proprio disastro, c’è chi ne è contento e scrive sul Tempo: “Wikipedia protesta? Meglio, c’è la Treccani. Torniamo all’antico”.”Il ddl sulle intercettazioni potrebbe avere un merito inaspettato: far scomparire Wikipedia”. “Manca la libertà? Meglio così”.

Probabilmente una mente antiquata come quella che ha scritto queste frasi non si rende conto della differenza abissale che c’è tra un’enciclopedia digitale ed una cartacea. Forse non sa che è molto più semplice portarsi in giro un portatile, un iPad o uno smartphone per collegarsi ad internet e consultare quello che serve, piuttosto che portarsi dietro 3 volumi della Treccani dal peso di 3 Kg l’uno! E forse non si rende conto che non tutti hanno i soldi per permettersela. Probabilmente è uno di quelli convinti che “non serve scrivere qualcosa se poi non ci si può avvolgere il pesce!” (cit. il simplicissimus)

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libertà di parola e di espressione che rappresenta e di cui già abbiamo discusso, volevo soffermarmi e riflettere sull’utilità reale di una normativa che regolamenti l’uso e la pubblicazione delle intercettazioni, anche perché in giro ho ascoltato molte opinioni discordanti.

Ovviamente nessuno di noi gradirebbe che qualcuno lo spiasse, o tanto meno vorrebbe vedere le proprie conversazioni private pubblicate su un giornale, anche nel caso in cui uno sia un onesto cittadino e non abbia comunque niente da nascondere. Fortunatamente la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono garantite costituzionalmente dall’articolo 15 che le qualifica come inviolabili. Ma è pur vero che, grazie alle intercettazioni, la magistratura è riuscita a scoprire numerosi reati che altrimenti sarebbero rimasti celati ed i suoi autori impuniti. Sempre l’articolo 15 recita:  “La limitazione delle libertà sopra enunciate può avvenire soltanto per atto motivato dell’ autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.”

Quindi a questo punto la domanda mi sorge spontanea: “Ma questi politici agiscono per tutelare la nostra privacy o solo per un secondo fine, come ad esempio i propri interessi personali?! Limitare il potere della magistratura a beneficio del rispetto della privacy è un bene?! Ma per chi?!”

Forse abbiamo bisogno veramente di una normativa seria sulle intercettazioni. Il cui scopo dovrebbe essere quello di riuscire a trovare il giusto equilibrio tra tutela della privacy del cittadino e la necessità di indagare sulla criminalità. Purtroppo però siamo ben lontani da questo obiettivo, infatti, quello che verrà presentato mercoledì in Parlamento, a me sembra solo l’ennesimo tentativo di distruggere il potere giudiziario e di mettere un cerotto in bocca alla libertà di parola.

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48 ore, avrei l’obbligo di pubblicare un articolo-rettifica (con la clausola “senza commento” ) in cui ritiro quello che avevo precedentemente detto e ammetto di essermi sbagliato. Nel caso in cui mi rifiutassi rischierei una multa fino a 12mila euro.

Per me che non ho sempre pronti in tasca 12mila euro da buttare è un chiaro e semplice modo per privarci della nostra libertà di parola. Dalle mie parti questa si chiama dittatura!

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Proteste?! Quali proteste?!

30 novembre 2010 Commenti chiusi

(ANSA)ROMA, 30 NOV

Proteste? Gli studenti veri sono a casa a studiare. In piazza ci sono quelli dei centri sociali fuori corso.”

Cosi’ il presidente del Consiglio Berlusconi ha risposto ai cronisti, che gli chiedevano un commento sulle proteste degli studenti contro il ddl Gelmini. ”E’ una buona riforma – ha aggiunto il premier – e deve passare. Favorisce gli studenti, meglio di così non si poteva”.

Ci avevano pensato tempo fa Travaglio e Gomez a raccogliere e catalogare tutte le cazzate del nano Silviolo in un libro intitolato “Le mille balle blu“. Credo che, a questo punto, quel testo meriti un aggiornamento, anche se, con un tipo del genere, non si può mai sapere quando ne tirerà di nuovo fuori una delle sue.

URL Foto: Ansa.it

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