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E adesso che succede?

26 febbraio 2013 Commenti chiusi

SCENARIO 1: Governo di responsabilità nazionale

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Centrosinistra, centro e centrodestra “inciuceranno” tra di loro per garantirsi un’ampia maggioranza sia alla Camera che al Senato. Ovviamente lo spazio di manovra per un governo del genere risulterebbe essere veramente ridotto, infatti difficilmente Berlusconi appoggerà un governo con a capo Bersani. Sarà quindi un governo instabile e potrà cadere da un momento all’altro. Il risultato finale sarà il ritorno alle urne con conseguente vittoria definitiva del M5S.

SCENARIO 2: Governo di centrosinistra con appoggio del M5S

Si formerà un governo di centrosinistra con l’appoggio esterno del M5S al Senato, ma la vedo veramente dura (per fortuna!) a causa della politica del Movimento riguardo le alleanze.

SCENARIO 3: Governo di transizione

Si formerà un governo di transizione tra tutte le forze politiche per la realizzazione di una nuova legge elettorale che renda il paese più governabile, per poi ritornare subito alle urne (ipotesi abbastanza ridicola!).

SCENARIO 4: Si torna a votare

Si tornerà a breve alle urne.

L’unico che trae vantaggio da tutto questo è, ovviamente, il Movimento 5 Stelle.
Le cose stanno finalmente cambiando, è evidente, e può succedere di tutto!! Per fortuna, io NonCeLaFaccioPiù

C’è crisi… Sì, ma non per i giornali!

23 luglio 2012 Commenti chiusi

Aziende che chiudono, persone messe in mezzo ad una strada senza lavoro, messe in condizioni di non poter arrivare a fine mese, tasse e benzina alle stelle… C’è crisi, si sa!! Ci hanno inculcato a forza l’idea che i soldi non ci sono, che bisogna tirare la cinghia… La verità però è che i soldi non mancano, dipende sempre da come vengono utilizzati, e da chi. Per i giornali, per esempio, i finanziamenti pubblici ci sono sempre.

Qualche giorno fa il governo Monti ha deliberato all’editoria 120 milioni di euro

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con una maggioranza che ha dell’incredibile: 454 sì, 22 no e 15 astenuti (L’Idv e’ stato l’unico partito a votare contro). Arriveranno anche i finanziamenti ai “giornali digitali”, a patto che la testata in questione sia accessibile online, anche a titolo non oneroso, e che garantisca un’informazione quotidiana auto prodotta di almeno dieci articoli. Per testate in formato digitale si intendono quelle migrate a un sistema digitale di gestione di contenuti unico, dotate di un sistema di gestione di spazi pubblicitari digitali e di un sistema che consenta l’inserimento di commenti da parte del pubblico che preveda registrazione e moderazione. Per maggiori informazioni ecco il disegno di legge in questione.

La realtà dei fatti è che in sostanza dovremo ancora continuare a subire e a pagare con le nostre tasse i soliti giornalai che, pur di assicurarsi i favori dei partiti, faranno da megafono al politico/padrone di turno. Però potremo consolarci sapendo che, anche quest’anno, Il Foglio di Giuliano Ferrara (che ha ricevuto la bellezza di 2.985.120,88 di euro, per l’anno 2010, di finanziamenti a suo favore) e L’Unità (che ne ha ricevuti 5.267.860,38, sempre per l’anno 2010) sono salvi.

Grazie governo Monti!!

…almeno potremo vantarci del nostro esercito!

14 dicembre 2011 Commenti chiusi

I tecnocrati che un paio di mesi fa hanno deciso di scendere in campo per salvare l’Italia non fanno altro che pronunciare una parola: “Tagli”. Bisogna tagliare questo, bisogna tagliare quello… Così non si può andare avanti! Ed ecco lì bella e pronta la manovra con tutti i relativi aumenti e tasse: IVA, sigarette, benzina, IMU…

Ci dicono che bisogna ridurre gli sprechi, che bisogna tirare la cinghia!… E’ necessario! Bisogna riformare le pensioni! Ce lo dicono persino con le lacrime agli occhi! Dobbiamo tagliare tutto!

Sì, tutto tranne le spese militari. Quelle non si toccano! Già perché la “shopping list” del governo per quanto riguarda il settore bellico è tanto varia e dispendiosa quanto inutile. Eppure

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Di Paola, oltre ad essere ministro, è un militare tuttora in servizio. Chi meglio di lui saprebbe dire come e dove tagliare. Perché non lo fa?! E così solo nel 2012 il Ministero della Difesa riceverà 23 miliardi e 113 milioni di Euro, ma pare che da qui al 2026 investiremo un totale di 50 miliardi di Euro in armamenti:

Nel 2013 acquisteremo 249 Blindati “Freccia” per 1,6 miliardi. Nel 2015 due Fregate Antiaeree “Orizzonte” per altri 1,4 miliardi. Nel 2016 finiremo di pagare la Portaerei Cavour e quattro sommergibili U-212 saldando i restanti 3,2 miliardi del finanziamento. Nel 2018 saranno consegnati 121 caccia Eurofighter da 18 miliardi e 100 elicotteri di trasporto tattico NH-90 da 3,8 miliardi. Il 2019 sarà l’anno navale con la consegna delle Fregate Europee Multi Missione (Fremm) da 5,6 miliardi. Gran trionfo nel 2026 con i 131 velivoli d’attacco Joint Strike Fighter (F35) per l’astronomica cifra di 18.100 milioni di Euro.

Fra qualche anno quindi, quando sarete ancora pieni di bollette, conti e mutui da pagare, pregando di arrivare a fine mese, consapevoli di dover lavorare fino a 67 anni, ringraziate i professori della Bocconi, perché è solo grazie a loro che potrete vantarvi del vostro imponente ed invidiabile esercito!

Fonte dati: ilcorsivoquotidiano.net

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E chi la restituisce la dignità alla gente comune?!

12 dicembre 2011 Commenti chiusi

Ho trovato un po’ particolare la posizione di Rosy Bindi sui tagli del governo Monti alle indennità parlamentari

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. Da una parte dice che è giusto farlo, che le indennità vanno ridotte anche di più della media europea, però aggiunge che il decreto salva-Italia sui compensi dei parlamentari è una “scivolata che non ci si aspettava da un governo di competenti”. Secondo lei è necessario restituire dignità al Parlamento altrimenti è a rischio la qualità stessa della nostra democrazia.

A questo punto potremmo porre all’Onorevole Bindi la questione sulla restituzione della dignità a quel pensionato che qualche giorno fa è stato sorpreso a rubare tre bistecche in un supermercato. Si è giustificato dicendo che non aveva i soldi per arrivare a fine mese e che la pensione non gli basta più. Come lui purtroppo si trova tanta altra gente le cui cinghie sono state ormai strette a morte dalla manovra del governo Monti. Chi restituisce loro la dignità?!

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Stiamo regalando il paese alle banche?!

16 novembre 2011 Commenti chiusi

Il Faraone alla fine ha abdicato. Dopo 20 anni di regime mignottocratico il despota ha rassegnato le dimissioni in favore di un governo tecnico. Oggi il nuovo Presidente del Consiglio Mario Monti ha nominato i suoi nuovi ministri. Nella lista non figurano politici, ma nel curriculum di molti dei designati, compreso quello del nuovo premier, compaiono riferimenti a vari istituti bancari.

Per carità, non metto in dubbio che Monti sia un economista di fama internazionale, le cui capacità, in un momento di crisi come quello che stiamo affrontando adesso, potrebbero essere utilissime, se non determinanti, per la ripresa economica dell’Italia.

Quello che mi chiedo è se stiamo commettendo un grosso errore consegnando il Paese ad un uomo che fa parte della Commissione Trilaterale, della Goldman Sachs e del Gruppo Bilderberg. Visto e considerato anche il fatto che, secondo Milano Finanza, Goldman Sachs sarebbe all’origine dell’ondata di speculazione che ha aggredito i titoli di stato italiani, dichiarando nel contempo in un comunicato stampa che le “elezioni sono lo scenario peggiore per i mercati”.

Mi chiedo se sia un bene che si bypassi l’opinione popolare in barba alla democrazia e si opti per un governo decisamente imposto da pressioni esterne come quelle fatte dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Commissione Europea e dalla BCE. Una situazione analoga la sta vivendo la Grecia con il Governo tecnico di Lucas Papademos, un bancario membro anche lui della Commissione Trilaterale che, guarda caso, si è insediato ad Atene nello stesso identico momento in cui i governi di Italia e di Grecia cadevano quasi simultaneamente.

-Ma che cos’è questa Commissione Trilaterale?

E’ un’organizzazione fondata il 23 giugno 1973 per iniziativa di David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e di altri dirigenti del Gruppo Bilderberg

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e del Council on Foreign Relations. La Trilaterale conta come membri più di 300 influenti privati cittadini (uomini d’affari, politici, intellettuali) dall’Europa, dal Giappone e dal Nord America, con l’obiettivo dichiarato di promuovere una cooperazione più stretta tra queste tre aree. Ha sede sociale a New York.
[cit. Wikipedia]

Secondo lo scrittore francese Jacques Bordiot “il vero obiettivo della Trilaterale è di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale”.

Insomma, non vorremmo certo trovarci nella situazione in cui ci dovessimo rendere conto di aver consegnato il Paese nelle mani delle banche e dei finanzieri internazionali dopo averlo strappato con così tanta fatica da quelle di veline e mignotte?!

URL Foto: IlSimplicissimus

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