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Berlusconi la crisi non la sente

5 novembre 2011 1 commento

Avete presente quello stereotipo che descrive gli italiani come un popolo di spreconi, che mette al primo posto l’immagine piuttosto della sostanza?! Classico è l’esempio del tipo che va in giro con la bella macchina, dicendo ad amici e conoscenti che a casa va tutto bene e poi, magari, a pranzo e a cena mangia pane e cipolla. Più lo guardo più penso che Berlusconi rappresenti appieno questo stereotipo.

Con gli amici e con l’opinione pubblica si comporta come se nulla fosse, come se la crisi non ci fosse mai stata (del resto non credo che lui l’abbia mai accusata davvero!), come se a casa non ci fossero problemi economici. Il fatto che affermi che in Italia non si avverte una forte crisi e che il clima che si respira è quello di un Paese benestante cozza irrimediabilmente con il calo che ha fatto registrare la Borsa italiana negli ultimi tempi che, tra l’altro, è stato il calo maggiore in Europa, con il debito pubblico elevato, con il problema della pressione fiscale più alta dell’Eurozona che va a gravare totalmente sui poveri cittadini sfigati che le pagano le tasse.

Quello che risulta da questo tipo di discorsi è solo un’immagine del Premier dipinto come uno di quei classici cazzari con la bella macchina di cui parlavo prima. Ci sarebbe quasi da farsi quattro risate se non fosse che quelli che devono rimanere a casa a mangiare pane e cipolla purtroppo siamo noi!

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Libero: tra gli sguardi e le prime volte di B.

27 ottobre 2011 Commenti chiusi

Che Libero fosse un giornale “leggermente” di parte lo si sapeva. Basta comprarlo periodicamente per rendersi conto che non perde occasione di cantare le lodi del proprio signore e padrone, di sottolineare le Sue capacità di governante e, perché no, anche di donnaiolo. Per esempio, ieri ha trasformato le occhiate da galletto settantacinquenne del Premier, mentre sbavava dietro il fondoschiena della danese Helle Thorning-Schmidt, in sguardi galanti di ammirazione. Oggi, in merito al nuovo libro di Bruno Vespa, leggo invece che il Cav è stato il più precoce di tutti per quanto riguarda le esperienze sessuali, ben 14 anni, mentre il povero D’Alema a quell’età andava ancora in bianco, poverino!

Mah, forse pensano che la competenza e le abilità a letto siano fattori che i cittadini prendono seriamente in considerazione per la scelta del proprio candidato in occasione delle elezioni, o semplicemente ci prendono tutti per scemi! In ogni caso rimango dell’idea che Libero, grazie a questo genere di articoli, si stia trasformando sempre di più in un giornale spazzatura che non vale neanche la carta su cui è stampato.

Fonte foto: Non leggere questo Blog!

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Giulio Tremonti (Pdl) – impegnato al ministero per la legge di Stabilità.

Claudio Scajola (Pdl)

Antonio Martino (Pdl)

Giuseppe Cossiga (Pdl)

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Filippo Ascierto (Pdl)

Vincenzo Barba (Pdl)

Elena Centemero (Pdl)

Pietro Franzoso (Pdl)

Marco Martinelli (Pdl)

Giustina Destro Mistrello (Pdl)

Dore Misuraca (Pdl)

Umberto Scapagnini (Pdl)

Piero Testoni (Pdl)

Alfonso Papa (Pdl) - detenuto a Poggioreale.

Domenico Scilipoti – impegnato al tribunale di Messina per un’accusa per calunnia.

Del gruppo Popolo e Territorio non c’erano inoltre Americo Porfidia, malato, Paolo Guzzanti, Pippo Gianni, Andrea Orsini e Francesco Pionati.

Del Misto mancavano Miccichè, Gaglione, Pittelli e Ronchi.

Quello di ieri è da considerarsi solo come un imprevisto, un incidente di percorso oppure è il chiaro segnale di un inabissamento imminente?! Il battello che stava imbarcando acqua da tempo quanto tempo potrà ancora rimanere a galla?! Quello che è chiaro adesso è solo che gli Scilipoti hanno ormai deciso di abbandonare la nave che affonda.

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“La mafia ha soverchiato il Parlamento e ne vuole condizionare le scelte!”

28 settembre 2011 Commenti chiusi

Il ministro delle politiche agricole Saverio Romano, intervenendo in Parlamento prima della votazione che oggi deciderà se un indagato per concorso esterno in associazione mafiosa può ancora fare il ministro (roba da pazzi!), ha adottato delle espressioni che ormai eravamo abituati a sentir utilizzare dal Premier durante i suoi numerosi attacchi alla magistratura:

“L’ordine giudiziario ha soverchiato il Parlamento e ne vuole condizionare le scelte.”
“Il Parlamento ha perso la sua centralità a vantaggio di altri poteri.”
“Io sono stato oggetto di una campagna di aggressione che non auguro a nessuno.”

Come il suo padrone, sembra che abbia deciso anche lui di puntare il dito contro quei giudici comunisti, che altro non sanno fare che accanirsi contro il politico di turno, e di sminuire le solite chiacchiere di quei quattro pentiti, che tanto si divertono a buttare fango sul primo che passa.

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Già perché del nostro Saverio Romano sembra che i pentiti siciliani parlino spesso:

Nel 2005 era stato archiviato dalla Procura di Palermo per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione di cui era stato indagato nel 2003. Successivamente la Procura aveva riaperto l’indagine per l’insorgenza di nuovi elementi in seguito alle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella. Nel luglio 2011 ne è stato chiesto il rinvio a giudizio in quanto, secondo i PM, “nella sua veste di esponente politico di spicco avrebbe consapevolmente e fattivamente contribuito al sostegno ed al rafforzamento dell’associazione mafiosa”.

Nel 2009 Massimo Ciancimino lo accusò di avergli pagato tangenti per 100 000 euro e per questo è stato iscritto nel registro degli indagati della DDA di Palermo per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra assieme ai politici dell’ Udc Totò Cuffaro e Salvatore Cintola e del Pdl Carlo Vizzini . L’accusa era fondata su delle intercettazioni tra Romano e l’avvocato Gianni Lapis, prestanome della famiglia Ciancimino.

Nel settembre 2011 anche il pentito Stefano Lo Verso fà il nome di Romano accusandolo di essere legato alla cosca mafiosa di Villabate.

Nonostante i suoi trascorsi giudiziari e il fatto che sia lampante che il ministro sia un personaggio decisamente conosciuto tra le cosche siciliane, è ormai chiaro che la Camera voterà contro la mozione di sfiducia. A poco servirà la strenua opposizione di Di Pietro.

Intanto davanti a Montecitorio il Popolo Viola grida: “Fuori la mafia dallo Stato!” e chiede l’intervento di Napolitano. Beh sappiate che è stato proprio lui a nominare Romano ministro delle politiche agricole a marzo di quest’anno, nonostante sapesse benissimo dei suoi procedimenti giudiziari. Mi pare che sia il primo caso in Italia in cui un indagato per mafia viene nominato ministro! (In genere i legami con Cosa Nostra sono sempre stati scoperti in seguito).

Forse è vero, ha ragione lui quando dice che il Parlamento ha perso la sua centralità a vantaggio di altri poteri. Già, in primo luogo quello mafioso!!

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48 ore, avrei l’obbligo di pubblicare un articolo-rettifica (con la clausola “senza commento” ) in cui ritiro quello che avevo precedentemente detto e ammetto di essermi sbagliato. Nel caso in cui mi rifiutassi rischierei una multa fino a 12mila euro.

Per me che non ho sempre pronti in tasca 12mila euro da buttare è un chiaro e semplice modo per privarci della nostra libertà di parola. Dalle mie parti questa si chiama dittatura!

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