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Berlusconi la crisi non la sente

5 novembre 2011 1 commento

Avete presente quello stereotipo che descrive gli italiani come un popolo di spreconi, che mette al primo posto l’immagine piuttosto della sostanza?! Classico è l’esempio del tipo che va in giro con la bella macchina, dicendo ad amici e conoscenti che a casa va tutto bene e poi, magari, a pranzo e a cena mangia pane e cipolla. Più lo guardo più penso che Berlusconi rappresenti appieno questo stereotipo.

Con gli amici e con l’opinione pubblica si comporta come se nulla fosse, come se la crisi non ci fosse mai stata (del resto non credo che lui l’abbia mai accusata davvero!), come se a casa non ci fossero problemi economici. Il fatto che affermi che in Italia non si avverte una forte crisi e che il clima che si respira è quello di un Paese benestante cozza irrimediabilmente con il calo che ha fatto registrare la Borsa italiana negli ultimi tempi che, tra l’altro, è stato il calo maggiore in Europa, con il debito pubblico elevato, con il problema della pressione fiscale più alta dell’Eurozona che va a gravare totalmente sui poveri cittadini sfigati che le pagano le tasse.

Quello che risulta da questo tipo di discorsi è solo un’immagine del Premier dipinto come uno di quei classici cazzari con la bella macchina di cui parlavo prima. Ci sarebbe quasi da farsi quattro risate se non fosse che quelli che devono rimanere a casa a mangiare pane e cipolla purtroppo siamo noi!

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Ma come pensavate che sarebbe finita?

23 ottobre 2011 Commenti chiusi

Sul sito di Libero si può vedere un video di 17 secondi, girato al momento della cattura di Gheddafi, in cui il Rais viene sodomizzato con un bastone da un ribelle. Il video sembra essere autentico, spiega la giornalista nell’articolo e, secondo lei, “mostra il volto più aberrante della rivoluzione e ne mette in dubbio il valore morale”.

Indubbiamente sono immagini molto forti, ma come pensava che sarebbe finita? Magari con una stretta di mano tra il colonnello e gli insorti che hanno perso la casa, a volte la famiglia e i figli? Facciamo come se non fosse successo niente! Mi chiedo dove è il valore morale delle torture e dei soprusi inferti da un despota alla sua popolazione che solo dopo 42 anni  ha deciso di insorgere. Non è aberrante vedere ragazzini costretti a combattere e a morire contro un regime per ottenere un briciolo di libertà?

Gheddafi è stato trucidato barbaramente come una delle tante altre vittime di un conflitto che abbiamo reso possibile anche noi in prima persona, inviando i nostri bombardieri. E’ morto nel solo modo in cui poteva morire.

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Ce ne hanno fatte sentire di cotte e di crude tanto che ormai adesso siamo assuefatti alle cazzate. Non ci fanno più effetto. Altrimenti queste farneticazioni deliranti non sarebbero passate così tanto inosservate. Il Ministro Castelli ha chiaramente e deliberatamente offeso tutti coloro che lavorano onestamente e che, ogni giorno, si svegliano la mattina presto e vanno a farsi il culo per quei pochi soldi che a stento gli basteranno per arrivare alla fine del mese.

Ormai questa gente non si vergogna più di dire niente. Senza pudore nè ritengno, ma la colpa non è solo la loro.

Ehi, dico a te! Sì a te che stai leggendo. Reimpara ad indignarti! Incazzati! Questi non solo ci stanno sfruttando e si stanno arricchendo alle nostre spalle (contrariamente a quello che dice questo tizio), ma ci prendono anche per il culo mentre lo fanno!

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Il governo, in merito alla questione dei tagli alla politica, ha recentemente dichiarato l’intenzione di accorpare i comuni che hanno meno di 1000 abitanti. In questo video sono raccolte le opinioni dei sindaci di Villa Sant’Angelo, Colledimezzo, Fontecchio e Carapelle Calvisio, alcuni dei comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile. Ecco cosa succede quando il governo emana un decreto senza sapere le conseguenze che questo comporterà.

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Untitled from sfaproduction on Vimeo.

L’orrore degli Ospedali psichiatrici giudiziari

4 agosto 2011 Commenti chiusi

Risale a due settimane fa il suicidio di un detenuto rinchiuso nell’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), un uomo di 73 anni, l’ultima vittima di una di quelle strutture che portano il nome di ospedali psichiatrici giudiziari. Per definizione un ospedale dovrebbe essere una struttura per l’assistenza sanitaria il cui personale specializzato fornisce trattamenti per curare pazienti affetti da malattie, nel caso specifico, malattie mentali.

Fondamentalmente dovrebbe essere una struttura riabilitativa, una casa di cura, non un buco dove gettare quelle persone giudicate incapaci di intendere e di volere per tenerle lontane dagli occhi e dal cuore della società. Questo è il caso dell’Opg di Aversa, di Montelupo Fiorentino e di Barcellona Pozzo di Gotto, posti dove i detenuti non vengono curati e riabilitati, ma semplicemente stipati in celle fatiscenti in condizioni disumane. Discariche di esseri umani dove l’igiene e i diritti più basilari vengono letteralmente calpestati. Come può questo paese definirsi civile se esistono luoghi come questi?!

Il problema è che tutte le parole del mondo non possono descrivere appieno l’indignazione che provo in questo momento, le immagini scioccanti che qualche mese fa vennero mandate in onda dalla trasmissione Presa Diretta su Rai3 invece sono molto più eloquenti. Era un documento della commissione d’inchiesta del SSN che descriveva la situazione terrificante in cui vivono i malati degli Opg. Ve lo ripropongo in modo che se ne continui a parlare e non cada nel dimenticatoio.

Ricordo che attualmente sono più di 1500 i detenuti rinchiusi in questi istituti, bisogna assolutamente fare in modo che si faccia qualcosa!

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