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Gli Scilipoti abbandonano la nave che affonda

12 ottobre 2011 Commenti chiusi

L’esecutivo ieri alla Camera è andato sotto sulla votazione del bilancio 2010 per un solo voto. Un risultato degno di nota, ma, considerando che in questi ultimi tempi il governo ci ha abituato a innumerevoli colpi di coda, direi che cantar vittoria adesso sarebbe decisamente troppo precoce.

Spesso, quando tutto ormai sembrava perduto e la caduta pareva inevitabile, spuntavano fuori maggioranze tirate per i capelli ottenute grazie a qualche deputato in preda ad improvvisi raptus di responsabilità, oppure incoraggiato da donazioni in denaro elargite da qualche benefattore facoltoso. Ma ieri il numero e i nomi degli assenti hanno lasciato di sasso il povero Premier. Per un po’ se ne è stato a fissare il tabellone dei votanti e poi, con aria sconfitta, si è diretto verso l’uscita.
Non erano in Aula:

Umberto Bossi (Lega) – stava fumando un sigaro nel cortile di Montecitorio e parlando con i cronisti.

Matteo Bragantini (Lega) – è diventato papà la notte scorsa.

Giulio Tremonti (Pdl) – impegnato al ministero per la legge di Stabilità.

Claudio Scajola (Pdl)

Antonio Martino (Pdl)

Giuseppe Cossiga (Pdl)

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Filippo Ascierto (Pdl)

Vincenzo Barba (Pdl)

Elena Centemero (Pdl)

Pietro Franzoso (Pdl)

Marco Martinelli (Pdl)

Giustina Destro Mistrello (Pdl)

Dore Misuraca (Pdl)

Umberto Scapagnini (Pdl)

Piero Testoni (Pdl)

Alfonso Papa (Pdl) - detenuto a Poggioreale.

Domenico Scilipoti – impegnato al tribunale di Messina per un’accusa per calunnia.

Del gruppo Popolo e Territorio non c’erano inoltre Americo Porfidia, malato, Paolo Guzzanti, Pippo Gianni, Andrea Orsini e Francesco Pionati.

Del Misto mancavano Miccichè, Gaglione, Pittelli e Ronchi.

Quello di ieri è da considerarsi solo come un imprevisto, un incidente di percorso oppure è il chiaro segnale di un inabissamento imminente?! Il battello che stava imbarcando acqua da tempo quanto tempo potrà ancora rimanere a galla?! Quello che è chiaro adesso è solo che gli Scilipoti hanno ormai deciso di abbandonare la nave che affonda.

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“La mafia ha soverchiato il Parlamento e ne vuole condizionare le scelte!”

28 settembre 2011 Commenti chiusi

Il ministro delle politiche agricole Saverio Romano, intervenendo in Parlamento prima della votazione che oggi deciderà se un indagato per concorso esterno in associazione mafiosa può ancora fare il ministro (roba da pazzi!), ha adottato delle espressioni che ormai eravamo abituati a sentir utilizzare dal Premier durante i suoi numerosi attacchi alla magistratura:

“L’ordine giudiziario ha soverchiato il Parlamento e ne vuole condizionare le scelte.”
“Il Parlamento ha perso la sua centralità a vantaggio di altri poteri.”
“Io sono stato oggetto di una campagna di aggressione che non auguro a nessuno.”

Come il suo padrone, sembra che abbia deciso anche lui di puntare il dito contro quei giudici comunisti, che altro non sanno fare che accanirsi contro il politico di turno, e di sminuire le solite chiacchiere di quei quattro pentiti, che tanto si divertono a buttare fango sul primo che passa.

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Già perché del nostro Saverio Romano sembra che i pentiti siciliani parlino spesso:

Nel 2005 era stato archiviato dalla Procura di Palermo per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione di cui era stato indagato nel 2003. Successivamente la Procura aveva riaperto l’indagine per l’insorgenza di nuovi elementi in seguito alle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella. Nel luglio 2011 ne è stato chiesto il rinvio a giudizio in quanto, secondo i PM, “nella sua veste di esponente politico di spicco avrebbe consapevolmente e fattivamente contribuito al sostegno ed al rafforzamento dell’associazione mafiosa”.

Nel 2009 Massimo Ciancimino lo accusò di avergli pagato tangenti per 100 000 euro e per questo è stato iscritto nel registro degli indagati della DDA di Palermo per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra assieme ai politici dell’ Udc Totò Cuffaro e Salvatore Cintola e del Pdl Carlo Vizzini . L’accusa era fondata su delle intercettazioni tra Romano e l’avvocato Gianni Lapis, prestanome della famiglia Ciancimino.

Nel settembre 2011 anche il pentito Stefano Lo Verso fà il nome di Romano accusandolo di essere legato alla cosca mafiosa di Villabate.

Nonostante i suoi trascorsi giudiziari e il fatto che sia lampante che il ministro sia un personaggio decisamente conosciuto tra le cosche siciliane, è ormai chiaro che la Camera voterà contro la mozione di sfiducia. A poco servirà la strenua opposizione di Di Pietro.

Intanto davanti a Montecitorio il Popolo Viola grida: “Fuori la mafia dallo Stato!” e chiede l’intervento di Napolitano. Beh sappiate che è stato proprio lui a nominare Romano ministro delle politiche agricole a marzo di quest’anno, nonostante sapesse benissimo dei suoi procedimenti giudiziari. Mi pare che sia il primo caso in Italia in cui un indagato per mafia viene nominato ministro! (In genere i legami con Cosa Nostra sono sempre stati scoperti in seguito).

Forse è vero, ha ragione lui quando dice che il Parlamento ha perso la sua centralità a vantaggio di altri poteri. Già, in primo luogo quello mafioso!!

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Dove la trovi una giustizia più celere di così?!

22 settembre 2011 Commenti chiusi

Certo che il governo Berlusconi in questi ultimi anni si è proprio impegnato sul fronte della sicurezza.

Grazie al decreto legge del 23 maggio 2008 ha assicurato un meccanismo più celere per la trattazione dei processi per i reati più gravi.

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Ma se nei tuoi confronti sono stati ipotizzati reati quali: associazione per delinquere, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio (per esempio), se sei il braccio destro di Tremonti e sei un membro della P4, basterà una semplice e veloce votazione della Camera e potrai essere salvato. Più celere di così!!

“Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti e magari oggetto di cronaca recente è puramente casuale!!”

Non ce la faccio più!!

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Io non voglio essere cancellato

1 luglio 2011 Commenti chiusi

In estrema sintesi sta succedendo questo: il 6 luglio l’AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.
Siccome, con ogni evidenza, si tratta di una misura degna dei peggiori regimi, sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche per evitare che venga approvata.
Cosa puoi fare:

  • se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
  • vai alla pagina di Agorà Digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
  • firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
  • partecipa e invita tutti i tuoi amici a “La notte della rete“: 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.

Mi sa che è ora di darsi da fare: altrimenti tra poco rischiamo di essere cancellati.
A me la prospettiva non piace per niente.
E a voi?

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Fonte: Metilparaben.blogspot.com

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Berlusconi alla verifica

22 giugno 2011 Commenti chiusi

21 giugno 2011
Intervento del premier Silvio Berlusconi

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, prima del voto di fiducia, alla Camera dei deputati. Non trascrivo il testo del discorso integrale (tanto sono le solite cazzate che spara ormai da 20 anni! ndr ). Quello che mi ha incuriosito sono state le reazioni che ha suscitato che, devo dire, sono state abbastanza discordanti a poca “distanza” l’una dall’altra.

Le reazioni sono state le seguenti:

Camera dei deputati: Urla: “Silvio! Silvio! Silvio!” ->  Applausi… (qualche “buu” qua e là)  ->  L’esecutivo ottiene la maggioranza assoluta…

Fuori in piazza Montecitorio: Urla: “Vergogna! Vergogna! Vergogna!” “Dimettiti! Dimettiti! Dimettiti!” ->  Lancio di uova e petardi…  ->  Intervento della polizia in tenuta anti-sommossa…

è un vero peccato che il rumore delle bombe carta e le urla dei manifestanti non siano potute arrivare all’interno della Camera…

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